Sicurezza prodotti · · di Elena Conti

Marcatura CE e GPSR: cosa significano davvero le certificazioni di sicurezza

Un simbolo molto presente sulle confezioni e spesso frainteso: vediamo cosa attesta, cosa non attesta e quali sono i nuovi obblighi europei.

Particolare di etichetta tecnica su prodotto industriale

La sigla CE compare praticamente su qualunque prodotto elettronico, giocattolo, dispositivo medico o utensile venduto nell'Unione Europea. Il suo significato, tuttavia, viene spesso frainteso: non è un marchio di qualità, ma una dichiarazione del fabbricante. Capire la differenza è essenziale per leggere correttamente l'etichetta di un prodotto.

Cosa attesta la marcatura CE

La marcatura CE è una dichiarazione del produttore, sotto la propria responsabilità, che il prodotto rispetta i requisiti essenziali delle direttive europee applicabili. Non è apposta da un ente terzo né implica una verifica indipendente, salvo nei casi in cui la normativa di settore lo richieda espressamente (ad esempio per alcuni dispositivi medici o per i prodotti soggetti a procedure di esame UE del tipo). Per la maggior parte dell'elettronica di consumo, è una autocertificazione.

Cosa non significa

La marcatura CE non garantisce che il prodotto sia di qualità superiore, durevole o conforme a standard ambientali. Non equivale ad alcuna certificazione di affidabilità o di rendimento. Inoltre, la sua apposizione fraudolenta, pur essendo illegale, è purtroppo comune su prodotti importati attraverso canali informali. Verificare l'esistenza di una Dichiarazione di Conformità UE rilasciata dal produttore è una garanzia operativa più solida del solo simbolo.

Il nuovo Regolamento Generale sulla Sicurezza dei Prodotti

Dal 13 dicembre 2024 è pienamente applicabile il Regolamento (UE) 2023/988, noto come General Product Safety Regulation (GPSR). Si applica a tutti i prodotti di consumo non alimentari e introduce obblighi più stringenti per produttori, importatori, distributori e marketplace. Tra le novità più rilevanti: l'obbligo di indicare un responsabile economico stabilito nell'UE per ogni prodotto, la valutazione sistematica del rischio anche per i rischi connessi alle componenti digitali e la maggiore tracciabilità lungo la catena distributiva.

Cosa cambia per il consumatore

Per chi acquista, il GPSR rende più agevole identificare un soggetto giuridicamente responsabile cui rivolgersi anche per prodotti venduti da operatori extra-UE attraverso marketplace europei. Sui prodotti immessi sul mercato dopo il 13 dicembre 2024 devono comparire il nome e il recapito del fabbricante o, se quest'ultimo è extra-UE, di un responsabile economico stabilito nell'Unione. L'assenza di queste informazioni è un segnale che il prodotto potrebbe non essere pienamente conforme.

La marcatura CE resta uno strumento importante, ma va letta per ciò che è: il punto di ingresso del prodotto nel mercato europeo, non un attestato di qualità. La nuova normativa rafforza la tracciabilità, e con essa la possibilità per il consumatore di esercitare i propri diritti in modo più diretto.

L'autrice

Elena Conti coordina la redazione di Prodotti Testati. Si occupa di prodotti di consumo, elettronica e accessori per la casa, con particolare attenzione alla trasparenza del mercato online. Contatto: redazione@prodottitestati.it.

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